Ovvero la capacità di attingere alla risorsa più appropriata, ed applicarla alla situazione contingente.
Per adeguatezza,intendo quell’insieme di capacità ,siano esse innate o acquisite,che mettono la persona nelle condizioni di fornire delle reazioni appropriate ad una situazione in cui essa si venga a trovare (generico). Adeguatezza,non riuscirei a trovare definizioni più adeguate,in quanto intelligenza,cultura,educazione,istruzione,addestramento,ecc. aiutano,ma danno risultati diversi a seconda dei soggetti e delle situazioni. La adeguatezza … è quella dote che permette, di fare la cosa giusta al momento giusto.ma! giusto…per chi? Chi può giudicare giusto o non giusto? In fin dei conti,se ci poniamo questa domanda,in ultima analisi risulterà che solamente noi stessi potremmo darci questa risposta. Io?come faccio io a sapere se sono adeguato o meno e sopratutto verso chi? La risposta in questo caso è molto semplice,abbiamo il preciso dovere di essere adeguati verso noi stessi e questo include la possibilità di esercitarsi ad esserlo,in maniera sempre maggiore. per verificare lo status raggiunto, come unita di misura si utilizza,invece,la soddisfazione ,gioia,contentezza . Fare la cosa giusta,al momento giusto,genera un senso di soddisfazione,quasi di pienezza difficile da descrivere,che noi tutti ben conosciamo. Per più tempo saremmo in grado di “stare”in questa sensazione,più appropriati saremmo stati nel “contesto” La sensazione e il tempo per cui rimane in essere le uniche indicazioni che possono essere usate. sto parlando di uno sensazione emotiva “reale” piacevole…non di un vago “si mi sembra “… chi ha ricordo di aver provato tale sensazione,la ricercherà per tutta la sua esistenza,nei contesti più disparati,questa sensazione,lo manterrà giovane, lo aiuterà in quei frangenti in cui il modo,il luogo,o li momento saranno non appropriati, questo potrà capirlo solo dal mancato innesco di tale sensazione o dalla sua durata. Alla luce di queste affermazioni,si deduce l’estrema soggettività della cosiddetta “realtà”o più appropriatamente,l’estrema soggettività,di come noi interpretiamo,la realtà. quella che noi definiamo “realtà”altro non è che una nostra “libera” interpretazione di un vasto insieme di dati(esperienze,emozioni,educazione,ed altro) che vengono continuamente interfacciati al momento vissuto allo scopo finale di essere più appropriati possibile. questo è possibile grazie ad una moltitudine di “sensori” e ad un elaborato e complesso sistema di autoapprendimento.questo insieme,elaborerà e svilupperà in noi una rappresentazione della “realtà”. quindi riassumendo molto semplicisticamente….Sistemi di acquisizione (dati,esperienze,sensazioni,immagini,audio)raccolgono più informazioni possibili,al fine di inserirle in un elaborato software (il più avanzato mai visto)in modo, che questo generi la risorsa più appropriata, alla situazione contingente,allo scopo di essere “ripagato” con la “sensazione” di cui parlavamo sopra…per un tempo più lungo possibile.